Ogni tre anni, Düsseldorf diventa il centro del mondo per chi si occupa di packaging e automazione industriale. Interpack è questo: la più grande fiera mondiale del settore, con oltre 2.800 espositori da 67 paesi e una capacità unica di fotografare lo stato dell’industria e la direzione in cui sta andando. Dal 7 al 13 maggio 2026, al Padiglione 6 Stand C02, Ercopac era lì.
Non come comparsa. Come uno dei protagonisti più discussi dell’edizione.
Il mercato che cambia: il fine linea come ecosistema
Il tema dominante di Interpack 2026 non è stato un singolo prodotto o una singola tecnologia. È stato un cambio di paradigma: le aziende non cercano più macchine. Cercano sistemi. Cercano fornitori capaci di prendere in carico un problema complesso — dal packaging secondario fino al carico camion — e risolverlo con una visione unica, un software unico, un interlocutore unico.
In un contesto in cui la carenza di personale qualificato spinge verso l’automazione spinta, e in cui la pressione normativa sulla sostenibilità impone scelte tecnologiche sempre più consapevoli, il mercato premia chi sa togliere complessità invece di aggiungerne. Chi arriva in fiera con una risposta semplice a un problema complesso.
Ercopac è arrivata a Interpack 2026 con esattamente questa risposta.
Il fine linea non viene più visto come un insieme di macchine separate, ma come un ecosistema intelligente, connesso e flessibile.











Un’azienda giovane in una fiera da grandi
Ercopac nasce nel 2022 da un team con esperienza ventennale nel settore. In tre anni ha aperto filiali in 8 paesi, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 17 milioni di euro e ha costruito una gamma completa di soluzioni per il fine linea: depallettizzatori, pallettizzatori, fasciatori, sistemi metti-top, etichettatrici robotizzate e controllo pallet. Non una startup nel senso classico del termine. Un’azienda che ha scelto di crescere in fretta perché aveva qualcosa di concreto da dire al mercato.
A Interpack quella concretezza si è vista. Lo stand trasmetteva immediatamente l’idea di una realtà capace di offrire un sistema completo — non singole macchine, ma un flusso produttivo interamente automatizzato, connesso e gestito in modo integrato. I visitatori lo percepivano subito, e da quella percezione nascevano conversazioni tecniche approfondite sull’integrazione di tutto il flusso produttivo e logistico.
Molti dei temi emersi riguardavano in particolare le soluzioni AGV e LGV di TecnoFerrari, partner strategico di Ercopac per l’intralogistica: la connessione con sistemi MES, ERP e piattaforme di monitoraggio 4.0, la possibilità di gestire l’intero flusso interno attraverso un unico software. Temi che confermano quanto oggi la tecnologia di fine linea e quella logistica non possano essere pensate separatamente.
La conferma più significativa è arrivata quando allo stand hanno cominciato a fermarsi non solo clienti finali, ma anche competitor, integratori e partner internazionali. Quando chi lavora nel settore si ferma a fare domande tecniche dettagliate, significa che stai facendo qualcosa che vale la pena guardare.
Le novità: tre anteprime che hanno acceso la conversazione
Ercopac ha presentato a Interpack 2026 tre novità che hanno generato attenzione e domande tecniche di livello.
SPIDER-R Super High Speed: il nuovo fasciatore robotizzato con robot antropomorfo a 6 assi raggiunge 240 mezze palette/ora, posizionandosi come il fasciatore più veloce disponibile sul mercato. I visitatori non si sono fermati solo sul dato di velocità: le domande più frequenti hanno riguardato la gestione della stabilità del carico ad alte cadenze, la compatibilità con film riciclato e il funzionamento del cambio testa automatico in 25 secondi senza fermi produttivi. Dettagli tecnici che raccontano un mercato maturo, che sa cosa chiedere.
OCTOPUS Delta: il robot delta per la preparazione a strato sviluppato con Zodiac Robotics ha sorpreso per una caratteristica che in pochi si aspettavano: la capacità di gestire carichi al polso da 30 a 70 kg mantenendo fino a 50 cicli al minuto. Alta velocità e alta capacità di carico nello stesso sistema sono due obiettivi normalmente incompatibili nei robot tradizionali. La struttura a portale, che libera completamente lo spazio di lavoro a terra, ha generato interesse anche per le applicazioni nei layout più complessi. Le domande tecniche si sono concentrate su cinematica, ripetibilità e gestione delle vibrazioni ad alte accelerazioni.
La nuova fardellatrice PLT F60: presentata in anteprima video, amplia la gamma Ercopac per il confezionamento secondario e completa ulteriormente la proposta di fine linea integrato.
Ercopac e TecnoFerrari: un unico partner per tutto il flusso
La presenza in fiera insieme a TecnoFerrari non era solo una questione di spazio espositivo. Rappresentava visivamente il messaggio più importante che Ercopac portava a Interpack: robotica di fine linea e intralogistica che dialogano tramite un unico software, gestite da un unico fornitore, senza i problemi di integrazione tipici di chi deve coordinare tecnologie e interlocutori diversi.
Questa sinergia è stata percepita in modo molto positivo. Il mercato cerca esattamente questo: meno complessità nella gestione dei fornitori, più responsabilità condivisa sui risultati, una visione globale dell’impianto che non si perda nei confini tra un sistema e l’altro. La collaborazione con TecnoFerrari permette ad Ercopac di rispondere a questa esigenza in modo concreto, coprendo l’intero arco dal packaging secondario fino al carico camion.
Cosa rimane dopo Interpack
Una fiera come Interpack non è solo un evento commerciale. È un osservatorio. E quello che Ercopac porta a casa dall’edizione 2026 è una conferma e una direzione.
La conferma: la strada intrapresa (innovazione continua, integrazione tecnologica, vicinanza al cliente, brevetti mirati su colli di bottiglia reali) è quella giusta per competere a livello internazionale, anche da una realtà giovane.
La direzione: comunicare sempre più i benefici concreti per il cliente — continuità produttiva, sostenibilità, semplicità operativa, raccolta dati, riduzione dei costi — e non solo le performance tecniche delle macchine. Perché nel fine linea del futuro, quello che conta non è la velocità di una singola macchina. È la capacità dell’intero sistema di non fermarsi mai.
Scopri le soluzioni presentate a Interpack 2026
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