Dal 12 agosto 2026 il Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR, Reg. UE 2025/40) è pienamente applicabile. Per molte aziende manifatturiere, l’impatto sul fine linea è ancora sottovalutato: si pensa al packaging primario, alle confezioni, all’etichetta, e si trascura che il film estensibile pallet, cioè il film stretch usato per fasciare le unità di carico, è imballaggio terziario a tutti gli effetti, soggetto agli stessi obblighi di minimizzazione alla fonte.
La domanda che molti responsabili di produzione e supply chain si trovano ad affrontare è semplice in apparenza: come riduco la plastica senza compromettere la stabilità del carico? La risposta è meno semplice di quanto sembri, e l’errore più comune è quello di rispondere nel modo sbagliato.
Cosa prevede il PPWR per il packaging terziario
Il PPWR introduce obblighi che riguardano direttamente chi produce e utilizza imballaggi industriali. I più rilevanti per chi gestisce un fine linea sono tre.
Il primo è la minimizzazione alla fonte: il regolamento impone di ridurre peso e volume dei materiali d’imballaggio, eliminare gli spazi vuoti non necessari e dimostrare che ogni grammo di materiale ha una funzione tecnica giustificata. Nel contesto della fasciatura pallet, questo si traduce nell’obbligo di ottimizzare il consumo di film estensibile, non semplicemente di dichiarare di averlo fatto.
Il secondo è la Dichiarazione di Conformità (DoC): ogni imballaggio primario, secondario e terziario immesso sul mercato deve essere accompagnato da una dichiarazione formale che attesta il rispetto dei requisiti del PPWR, inclusi i limiti chimici su PFAS e metalli pesanti.
Il terzo è il sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR): per le aziende che vendono in più paesi europei, il PPWR introduce l’obbligo di registrazione e contribuzione ai sistemi EPR di ciascun paese in cui i prodotti vengono immessi sul mercato, con costi e adempimenti che crescono proporzionalmente ai volumi di imballaggio utilizzati.
Tutti e tre questi elementi spingono nella stessa direzione: usare meno film, usarlo meglio e saperlo dimostrare con dati.

L’errore più comune: ridurre la plastica nel modo sbagliato
Di fronte all’obbligo di ridurre il consumo di film, la reazione più immediata è quella di abbassare la tensione di avvolgimento o ridurre il numero di giri di fasciatura. È una soluzione rapida, non richiede investimenti e produce un dato quantificabile di riduzione del materiale utilizzato.
Il problema è che non funziona. Un pallet fasciato con tensione insufficiente o con troppo pochi giri perde la sua stabilità strutturale. Il carico si muove durante il trasporto, i prodotti si deformano, i cartoni si schiacciano, gli strati si sfaldano. Il risultato non è un risparmio: è un danno.
C’è poi un paradosso ambientale che raramente viene considerato. L’impatto carbonico di un prodotto danneggiato, che deve essere smaltito o rilavorato, è stimato essere fino a 30 volte superiore a quello del film estensibile necessario a proteggerlo. Risparmiare sul film per mandare prodotto deteriorato alla grande distribuzione non è una scelta sostenibile.
La vera ottimizzazione del film estensibile non si ottiene riducendo la protezione, ma ingegnerizzando meglio il processo di fasciatura.
Come ottimizzare il film estensibile pallet: bobina da 750mm, pre-stiro e diagonale di fasciatura
Ercopac ha affrontato il problema della minimizzazione del film dalla prospettiva opposta rispetto all’approccio « taglia e spera »: invece di ridurre la quantità di film applicato, ha lavorato sulla distribuzione del film sul pallet e sulla capacità del film di fare più con meno. Il risultato è un sistema che combina tre elementi tecnici strettamente correlati.
La bobina da 750mm. Il formato standard di mercato per il film estensibile è la bobina da 500mm. Ercopac lavora con bobine da 750mm, un formato che cambia profondamente la geometria della fasciatura. Con una bobina più larga, ogni giro di film copre una superficie maggiore del pallet, ma il vantaggio più importante non è la copertura in sé: è la distribuzione delle sovrapposizioni. Con la bobina da 750mm, durante il ciclo di fasciatura si lavora con una diagonale ottimale che garantisce la sovrapposizione del film tra uno strato e l’altro in modo uniforme, dando elevata stabilità e una corretta distribuzione del film in tutte le parti del pallet, senza avere i lati esterni del film che vanno a deformare il prodotto.
Con la bobina da 500mm, invece, sono necessarie molte più sovrapposizioni per coprire la stessa superficie, con un consumo di film superiore e il rischio di concentrare troppe spire negli stessi punti. Con la bobina da 1000mm, al contrario, al centro del pallet si genera un’eccessiva sovrapposizione di film che aumenta i consumi senza aggiungere stabilità. La bobina da 750mm è il formato che permette di lavorare con la diagonale corretta, ottimizzando il consumo senza sacrificare la tenuta del carico.
Un ulteriore vantaggio pratico è l’autonomia operativa: le bobine da 750mm possono pesare da 24 a 70 kg, il che riduce significativamente la frequenza dei cambi bobina e i tempi di fermo linea collegati.

Il pre-stiro elettronico fino al 500%.
Il pre-stiro è il processo che allunga il film prima che venga applicato al pallet. I fasciatori Ercopac gestiscono il pre-stiro tramite due rulli che girano a velocità differente: il rullo più veloce allunga il film prima che raggiunga il pallet, con un controllo elettronico preciso che consente di arrivare fino al 500% di pre-stiro. Questo significa che da un metro di film si ottengono fino a cinque metri di copertura effettiva sul pallet.
Il film mantiene le sue proprietà di contenimento grazie alla memoria plastica del polimero: il film viene tirato fino al limite della zona elastica, dove ha ancora forza di contenimento ma non si ritira ulteriormente, evitando di deformare i prodotti. La gestione elettronica, a differenza di quella meccanica tradizionale, garantisce un pre-stiro costante e controllato lungo tutto il ciclo di fasciatura, eliminando le variazioni che si traducono in zone di film troppo teso o troppo allentato.
Il film ultrasottile: da 11 a 45 micron.
La combinazione di bobina da 750mm e pre-stiro elettronico fino al 500% permette di utilizzare film di spessore molto ridotto, da 11 a 45 micron, che sarebbero inutilizzabili con sistemi di fasciatura convenzionali perché si romperebbero sotto tensione. Con i fasciatori Ercopac, questi film lavorano in modo affidabile e continuativo. Il sistema è inoltre in grado di utilizzare film riciclato con performance elevate, un elemento rilevante sia per la compliance PPWR che per le politiche di sostenibilità aziendale.
Il vantaggio aggiuntivo del fasciatore a colonna o robotizzato con pressino e tavola rotante in asse meccanico, rispetto ai sistemi ad anello o a braccio rotante, è proprio la possibilità di effettuare durante il ciclo di fasciatura diagonali accentuate, fondamentali per una maggiore stabilizzazione del prodotto e per una distribuzione ottimale del film, che i sistemi ad anello non possono garantire.
Meno film, stessa protezione: cosa cambia in produzione
L’ottimizzazione del film estensibile pallet con la bobina da 750mm e il pre-stiro elettronico si traduce in vantaggi concreti e misurabili sulla linea. Si riducono i consumi di materiale per ogni pallet fasciato. Si abbassa la frequenza dei cambi bobina, con meno fermate e meno interventi dell’operatore. Si elimina il rischio di deformazione dell’Unità di Carico (UDC) causata dalla sovrapposizione eccessiva di film negli stessi punti, un problema frequente con le bobine da 500mm su pallet sovrapposti.
Per chi deve anche rispondere agli obblighi del PPWR, questo approccio ha un vantaggio ulteriore: la riduzione è tecnicamente documentabile e giustificabile. Non è il risultato di aver allentato la fasciatura, è il risultato di aver ottimizzato il processo con parametri precisi e controllati. Una differenza che conta molto nel momento in cui si deve compilare una Dichiarazione di Conformità o rispondere a un audit di sostenibilità.
Film estensibile pallet: quanto si può risparmiare, con i dati in mano
Parlare di ottimizzazione del film è utile. Avere i numeri di quello che succede quando si passa da un sistema convenzionale a uno Spider è più utile ancora.
Ercopac conduce prove di film test dirette sulle linee dei clienti, misurando con metodo il peso del film utilizzato per fasciare il pallet nella configurazione attuale e lo stesso pallet rifasciato con Spider. A questo affianca la prova dinamometrica per rilevare la forza di contenimento in posizione alta e bassa del pallet, ovvero nella zona più vulnerabile al cedimento durante il trasporto. Il confronto non è tra un pallet e un altro: è sullo stesso pallet, con le stesse variabili, in condizioni controllate.
I risultati di un test su un cliente tipo mostrano uno scenario che si ripete: il pallet del cliente aveva una forza di contenimento inferiore e una stabilità strutturale insufficiente. Con Spider, usando il 23,3% in meno di film, la forza di contenimento media è risultata superiore del 60%. Nello specifico: forza in posizione alta da 10,4 kg a 14,42 kg, forza in posizione bassa da 13,12 kg a 23,59 kg. Peso film: da 297 grammi a 230 grammi per pallet.
Un secondo caso riguarda un pallet di mattonelle imballato con due cappucci termoretraibili e quattro regge orizzontali. La sostituzione è stata radicale: da 1,5 kg di film termoretraibile a 280 grammi di film stretch più film top, e da quattro regge a una sola. Il risparmio di materiale è sostanziale. In aggiunta, l’assenza della termoretrazione elimina un intero consumo energetico dal processo, mantenendo le stesse garanzie di impermeabilità e stabilità del carico.
Un elemento trasversale a questi test è il controllo del peso del film in tempo reale durante il ciclo di fasciatura, con una precisione di 1-2 grammi per pallet. Non è un dettaglio operativo: è quello che rende la riduzione di film documentabile in modo rigoroso, pallet per pallet, e quindi difendibile nella Dichiarazione di Conformità PPWR. Non si dichiara di aver ridotto il film: si dimostra con un dato registrato a ogni ciclo.
Il sistema ha superato anche il test di tensionamento su carichi con prodotti taglienti, e la prova di tenuta del carico in inclinazione, superata a 40 centimetri con film da 100 grammi. Condizioni che nella logistica reale si incontrano spesso e che un film sottile applicato male non regge.

Il punto di partenza: analizzare il processo prima di cambiare il film
Prima di intervenire sul tipo di film o sul formato della bobina, il passo più utile è analizzare il processo di fasciatura attuale: quanti giri per pallet, quale tensione, quale pre-stiro, quanti danni in uscita dalla linea e quanti in arrivo a destinazione. I dati del processo dicono già molto su dove si spreca film e dove invece si rischia di non averne abbastanza.
Se vuoi fare questa analisi sulla tua linea, contattaci: valutiamo insieme i parametri attuali e ti mostriamo dove e come puoi ottimizzare il consumo di film rispettando i requisiti del PPWR senza compromettere la stabilità dei tuoi pallet.




